Cantina Sant'Andrea
Terracina (Lt)
Frazione Borgo Vodice, Strada del Renibbio, 1720
Tel. 0773 755028
E-mail: info@cantinasantandrea.it
Sito web: www.cantinasantandrea.it
Tipo di coltivazione dichiarata dall’azienda: Convenzionale
Vendita diretta in cantina: si
Quella dei vini amabili è una categoria oggi penalizzata da una polarizzazione del gusto del pubblico, più spesso orientato verso vini secchi (seppure talvolta connotati da un residuo zuccherino non trascurabile) o verso vini dolci veri e propri che, affrancatisi dal solo confine della “meditazione” o del “dessert”, si sono da tempo ritagliati uno spazio peculiare nell’abbinamento ai grandi formaggi stagionati ed erborinati, al foie gras ed ai patè. Eppure, il vino amabile ha dietro di sé la storia e il fascino di un bere antico che ripropone un gusto “dolce non dolce” (come direbbe il grande Gino Veronelli) molto diffuso nei secoli scorsi. L’attuale minore propensione al consumo di vini amabili lascia tuttavia più di un rimpianto sia perché i non tanti produttori che credono in questa categoria riescono a confezionare spesso bottiglie di qualità, sia perché i vitigni impiegati sono per lo più autoctoni, anche rari, legati indissolubilmente al territorio che li esprime. Tra queste bottiglie particolari si colloca il Moscato di Terracina amabile Templum della Cantina Sant’Andrea di Borgo Vodice (Lt), condotta da una famiglia – i Pandolfo - che ha alle spalle una lunga storia enologica , snodatasi per un secolo e mezzo tra Pantelleria e la Tunisia fino ad approdare, poco meno di cinquant’anni fa, nel basso Lazio.
Il vigneto di soli 5 ettari ove nasce questo particolare Moscato è posto in agro di Terracina, a 450 metri di altitudine poco distante dal mare, su un terreno a prevalenza di argilla rossa ma con emersione di rocce calcaree che richiedono una lavorazione agricola interamente manuale. Il vitigno è probabilmente imparentato da vicino con il Moscato di Alessandria rispetto al quale tuttavia esprime, in vinificazione, meno potenza e più leggiadria; le uve mature si prestano anche ad un consumo da tavola. Pur se la Cantina Sant’Andrea propone una versione secca, quella amabile che ci occupa ora ha uno speciale valore quasi “filologico” grazie alla convincente interpretazione che questo “Templum”, prodotto per la prima volta nel 1975, è riuscito a realizzare.